Le sagre e le feste tradizionali di Bolsena costituiscono manifestazioni storico-gastronomiche incentrate sulla valorizzazione dei prodotti ittici del lago e delle colture sviluppate sui terreni vulcanici della Tuscia. L’evento culinario di maggior rilievo è la Sagra della Tinca (e del pesce di lago), organizzata annualmente nel periodo estivo nella zona del porto e del lungolago. Queste ricorrenze conservano le tecniche di preparazione della cucina povera dei pescatori locale, affiancando alla parte gastronomica rievocazioni storiche legate all’identità culturale del borgo.
La tradizione gastronomica del lago e i suoi piatti simbolo
La cucina bolsenese si è sviluppata attorno alle risorse fornite dal bacino idrico e dai fertilissimi terreni tufacei che lo circondano. Le sagre cittadine rappresentano l’occasione in cui le vecchie ricette della marineria di lago vengono riproposte su larga scala, mantenendo inalterati gli ingredienti originali e i metodi di cottura storici.
Il piatto più iconico è la Sbroscia, la tipica zuppa dei pescatori. Questo piatto nasceva dall’esigenza di cucinare direttamente sulle barche o sulle rive del lago il pesce rimasto impigliato nelle reti e non destinato alla vendita al mercato. La ricetta originale prevede la rosolatura in tegami di coccio di una varietà di pesci (tinca, luccio, persico reale, anguilla e lattarino) insieme a cipolla, pomodoro, peperoncino e un’erba aromatica fondamentale: la mentuccia di campo (Clinopodium nepeta). La zuppa cotta viene poi versata bollente su fette di pane casereccio raffermo, tostati e adagiati sul fondo del piatto.
Un’altra specialità protagonista delle feste estive è il Coregone alla brace. Il coregone (Coregonus lavaretus), introduzione storica di eccellente valore gastronomico, presenta carni magre, bianche e molto delicate. Durante la sagra viene cucinato intero o sfilettato su ampie griglie a legna, condito a fine cottura semplicemente con un salmoriglio di olio extravergine d’oliva locale della Tuscia DOP, aglio, prezzemolo e succo di limone. Completano l’offerta gastronomica i fritti di Lattarini e Persico reale, serviti nei tipici coni di carta paglia.
I piatti della tradizione lacustre vengono sistematicamente abbinati ai vini prodotti sui pendii vulcanici dei Monti Volsini. Tra questi spicca l’Est! Est!! Est!!! di Montefiascone DOC, un bianco fresco e sapido a base di uve Trebbiano e Malvasia, e la Cannaiola di Marta, un vino rosso dolce e aromatico ottenuto dal vitigno autoctono Canaiolo nero.
Le feste religiose e le manifestazioni floristiche
Accanto agli appuntamenti puramente gastronomici, il calendario di Bolsena ospita eventi che fondono devozione popolare, arte e botanica, attraendo migliaia di visitatori ogni anno.
La manifestazione più antica e sentita dalla comunità locale è la Festa di Santa Cristina, celebrata il 23 e 24 luglio in onore della patrona della città. La notte del 23 luglio e la mattina del 24, lungo le piazze del centro storico, vengono messi in scena i celebri “Misteri”: raffigurazioni viventi in cui oltre cento figuranti in costume d’epoca ricostruiscono su grandi palchi di legno i martiri subiti dalla giovane santa nel III secolo d.C. Gli attori restano completamente immobili in pose plastiche durante il passaggio della processione religiosa, creando un’atmosfera di grande impatto visivo e drammatico.
Nel mese di giugno, Bolsena ospita la Festa delle Ortensie, una mostra-mercato di rilevanza nazionale che trasforma il corso principale e i giardini del lungolago in una galleria botanica a cielo aperto. I suoli vulcanici della zona, caratterizzati da un’elevata acidità e ricchi di minerali, costituiscono l’ambiente ideale per la coltivazione delle ortensie (Hydrangea), che a Bolsena raggiungono dimensioni e intensità di colore eccezionali. Durante l’evento, i più importanti ibridatori italiani ed europei espongono varietà rare e antiche di questa pianta, consolidando il legame tra il paesaggio naturale e la promozione florovivaistica del territorio.