Il Parco delle Pietre Lanciate è un monumento naturale d’interesse geologico situato lungo il tracciato della Strada Statale Cassia (SS2), circa 5 chilometri a sud del centro urbano di Bolsena. Il sito conserva un affioramento di basalto colonnato, una rara struttura rocciosa prismatica determinata dal raffreddamento di una colata di lava basaltica emessa dall’attività vulcanica del complesso dei Monti Volsini. L’area è tutelata per il suo alto valore scientifico e didattico, mostrando in sezione la parete d’impatto e di scorrimento del fluido lavico. La formazione costituisce un tassello fondamentale per comprendere le fasi conclusive dell’imponente attività eruttiva che ha plasmato il paesaggio dell’Alta Tuscia.
Il fenomeno della fessurazione colonnare e la genesi vulcanica
La formazione del sito delle Pietre Lanciate si colloca temporalmente tra 300.000 e 200.000 anni fa, durante la fase di massima attività del distretto vulcanico volsinio. A seguito di un’eruzione effusiva, una densa colata di lava basaltica a composizione basica si riversò lungo i pendii della conca calderica. Quando la colata si fermò, la massa lavica iniziò un lento e progressivo processo di raffreddamento a contatto con l’atmosfera e con il terreno sottostante.
La riduzione della temperatura causò una contrazione termica del materiale roccioso. Poiché il raffreddamento avvenne in modo estremamente omogeneo, all’interno della massa di lava si generarono forze di tensione meccanica uniformi. Per alleviare questo stress, la roccia si spaccò lungo piani di frattura geometrici regolari, perpendicolari alla superficie di raffreddamento. Questo fenomeno, noto in geologia come fessurazione colonnare o prismatica, diede origine a lunghe colonne di pietra a sezione poligonale, con una netta prevalenza di forme pentagonali ed esagonali.
Ciò che rende la parete delle Pietre Lanciate di grande interesse scientifico è l’inclinazione dei prismi. A differenza di altre formazioni famose al mondo dove le colonne sono perfettamente verticali (come la Giant’s Causeway in Irlanda), le canne di basalto di Bolsena si presentano fortemente inclinate, quasi orizzontali in alcuni punti, disposte ad arco. Questa particolare geometria rivela la direzione del flusso di calore durante il consolidamento e indica che la lava stava raffreddandosi mentre scorreva all’interno di un canale di scorrimento o lungo un pendio accentuato.
Tra mitologia popolare e riscoperta scientifica
Prima che la moderna vulcanologia spiegasse la fisica dei processi di raffreddamento delle lave, le singolari forme geometriche delle Pietre Lanciate stimolarono la fantasia e i racconti della popolazione locale. Il toponimo “Pietre Lanciate” affonda le sue radici proprio nelle leggende popolari tramandate nei secoli.
Secondo i racconti contadini, quelle lunghe pietre sagomate ed appuntite che sporgono dalla parete rocciosa non erano altro che proiettili, lance o dardi scagliati durante una furiosa battaglia tra divinità, giganti o eserciti mitologici. L’effetto visivo del fascio di colonne inclinate suggeriva infatti l’immagine di una pioggia di frecce bloccate e pietrificate improvvisamente a metà del loro volo. Questa interpretazione fantastica ha consentito al sito di mantenere una sua forte identità nella toponomastica locale, fino a quando, tra il XVIII e il XIX secolo, i primi naturalisti e viaggiatori del Grand Tour ne riconobbero la reale natura vulcanica, segnalandolo nelle mappe geologiche del Centro Italia.
Come raggiungere il sito e modalità di visita
Il monumento naturale è facilmente raggiungibile sia in auto sia a piedi, essendo posizionato a ridosso del tracciato della Strada Statale 2 Cassia, nel tratto che collega Bolsena a Montefiascone.
- In auto: viaggiando lungo la SS2 Cassia in direzione sud (verso Viterbo), al chilometro 108 si incontra una piazzola di sosta segnalata situata sul lato destro della carreggiata. La piazzola consente il parcheggio sicuro dei veicoli.
- A piedi: per chi percorre la Via Francigena (in particolare la Tappa 38 che unisce Bolsena a Montefiascone), il sito si trova lungo una variante ben segnalata che devia leggermente dai sentieri sterrati collinari per ricongiungersi per un breve tratto alla statale.
Dalla piazzola di sosta, un breve camminamento pedonale protetto conduce direttamente ai piedi della parete basaltica. L’area è allestita con pannelli didattici curati da enti di tutela geologica che illustrano al pubblico le fasi eruttive dei Monti Volsini, la composizione chimica dei basalti e la spiegazione del fenomeno della contrazione termica. La visita al sito non richiede attrezzatura specifica, ha una durata di circa 20-30 minuti ed è accessibile a visitatori di ogni età.